Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.
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Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.
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LEGGE 22 maggio 2017 , n. 81
Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a
favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro
subordinato. (17G00096)
Vigente al: 22-10-2025
ART. 1
ART. 1
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni del presente capo si applicano ai rapporti di lavoro autonomo
di cui al titolo III del libro quinto del codice civile
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:codice.civile:1942-03-16;262], ivi inclusi i
rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi
dell'articolo 2222 del codice civile
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:codice.civile:1942-03-16;262~art2222].
2. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente capo gli imprenditori,
ivi compresi i piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:codice.civile:1942-03-16;262~art2083].
ART. 2
ART. 2
Tutela del lavoratore autonomo
nelle transazioni commerciali
1. Le disposizioni del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2002-10-09;231], si applicano,
in quanto compatibili, anche alle transazioni commerciali tra lavoratori
autonomi e imprese, tra lavoratori autonomi e amministrazioni pubbliche di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art1-com2], e
successive modificazioni, o tra lavoratori autonomi, fatta salva l'applicazione
di disposizioni più favorevoli.
ART. 3
ART. 3
Clausole e condotte abusive
1. Si considerano abusive e prive di effetto le clausole che attribuiscono al
committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto
o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di
recedere da esso senza congruo preavviso nonché le clausole mediante le quali le
parti concordano termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla data del
ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di
pagamento.
2. Si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in
forma scritta.
3. Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2 il lavoratore autonomo ha diritto al
risarcimento dei danni, anche promuovendo un tentativo di conciliazione mediante
gli organismi abilitati.
4. Ai rapporti contrattuali di cui al presente capo si applica, in quanto
compatibile, l'articolo 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-06-18;192~art9], in materia di abuso di
dipendenza economica.
ART. 4
ART. 4
Apporti originali e invenzioni del lavoratore
1. Salvo il caso in cui l'attività inventiva sia prevista come oggetto del
contratto di lavoro e a tale scopo compensata, i diritti di utilizzazione
economica relativi ad apporti originali e a invenzioni realizzati
nell'esecuzione del contratto stesso spettano al lavoratore autonomo, secondo le
disposizioni di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1941-04-22;633], e al codice della proprietà
industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-02-10;30].
ART. 5
ART. 5
Delega al Governo in materia di atti pubblici rimessi
alle professioni organizzate in ordini o collegi
1. Al fine di semplificare l'attività delle amministrazioni pubbliche e di
ridurne i tempi di produzione, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti
legislativi in materia di rimessione di atti pubblici alle professioni
organizzate in ordini o collegi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi:
a) individuazione degli atti delle amministrazioni pubbliche che possono essere
rimessi anche alle professioni organizzate in ordini o collegi in relazione al
carattere di terzietà di queste;
b) individuazione di misure che garantiscano il rispetto della disciplina in
materia di tutela dei dati personali nella gestione degli atti rimessi ai
professionisti iscritti a ordini o collegi;
c) individuazione delle circostanze che possano determinare condizioni di
conflitto di interessi nell'esercizio delle funzioni rimesse ai professionisti
ai sensi della lettera a).
2. Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni
competenti provvedono ai relativi adempimenti mediante le risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART. 6
ART. 6
Deleghe al Governo in materia di sicurezza e protezione sociale dei
professionisti iscritti a ordini o collegi e di ampliamento delle prestazioni di
maternità e di malattia riconosciute ai lavoratori autonomi iscritti alla
Gestione separata
1. Al fine di rafforzare le prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei
professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, il Governo è delegato ad
adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto del seguente principio e
criterio direttivo: abilitazione degli enti di previdenza di diritto privato,
anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, ad
attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e
socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, finanziate da apposita
contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che abbiano subito una
significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti
dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie.
2. Al fine di incrementare le prestazioni legate al versamento della
contribuzione aggiuntiva per gli iscritti alla Gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-08-08;335~art2-com26], non titolari di
pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali, il Governo è delegato ad
adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti principi e
criteri direttivi:
a) riduzione dei requisiti di accesso alle prestazioni di maternità,
incrementando il numero di mesi precedenti al periodo indennizzabile entro cui
individuare le tre mensilità di contribuzione dovuta, nonché introduzione di
minimali e massimali per le medesime prestazioni;
b) modifica dei requisiti dell'indennità di malattia di cui all'articolo 1,
comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296~art1-com788], e all'articolo
24, comma 26, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201~art24-com26],
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011-12-22;214], incrementando la platea dei
beneficiari anche comprendendovi soggetti che abbiano superato il limite del 70
per cento del massimale di cui all'articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto
1995, n. 335 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-08-08;335~art2-com18], ed
eventualmente prevedendo l'esclusione della corresponsione dell'indennità per i
soli eventi di durata inferiore a tre giorni;
c) previsione di un aumento dell'aliquota aggiuntiva di cui all'articolo 59,
comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-12-27;449~art59-com16], e successive
modificazioni, in una misura possibilmente non superiore a 0,5 punti percentuali
e comunque tale da assicurare il rispetto di quanto stabilito al primo periodo
del comma 3 del presente articolo.
3. Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2 non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
amministrazioni competenti provvedono ai relativi adempimenti mediante le
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART. 7
ART. 7
Stabilizzazione ed estensione dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori
con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa - DIS-COLL
1. All'articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-03-04;22~art15], sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«15-bis. A decorrere dal 1º luglio 2017 la DIS-COLL è riconosciuta ai soggetti
di cui al comma 1 nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di
studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla
stessa data. Con riguardo alla DIS-COLL riconosciuta per gli eventi di
disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º luglio 2017 non si applica la
disposizione di cui al comma 2, lettera c), e i riferimenti all'anno solare
contenuti nel presente articolo sono da intendersi riferiti all'anno civile. A
decorrere dal 1º luglio 2017, per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi
di ricerca con borsa di studio che hanno diritto di percepire la DIS-COLL,
nonché per gli amministratori e i sindaci di cui al comma 1, è dovuta
un'aliquota contributiva pari allo 0,51 per cento.
15-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 15-bis, valutati in 14,4
milioni di euro per l'anno 2017, 39 milioni di euro per l'anno 2018, 39,6
milioni di euro per l'anno 2019, 40,2 milioni di euro per l'anno 2020, 40,8
milioni di euro per l'anno 2021, 41,4 milioni di euro per l'anno 2022, 42
milioni di euro per l'anno 2023, 42,7 milioni di euro per l'anno 2024, 43,3
milioni di euro per l'anno 2025 e 44 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2026, si provvede, tenuto conto degli effetti fiscali indotti, mediante
l'utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'incremento dell'aliquota
contributiva disposto ai sensi del terzo periodo del comma 15-bis.
15-quater. L'INPS trasmette tempestivamente al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze i dati relativi
all'andamento delle entrate contributive e del costo della prestazione di cui al
comma 15-bis ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo
17, commi da 12 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-12-31;196~art17-com12] a
13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-12-31;196~art17-com13], e successive
modificazioni».
ART. 8
ART. 8
Disposizioni fiscali e sociali
1. All'articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917], il secondo
periodo è sostituito dai seguenti: «I limiti di cui al periodo precedente non si
applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di
alimenti e bevande sostenute dall'esercente arte o professione per l'esecuzione
di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente. Tutte le
spese relative all'esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente
dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista».
2. Le disposizioni di cui all'articolo 54, comma 5, del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917], come
modificato dal comma 1 del presente articolo nonché dall'articolo 9, comma 1, si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017.
3. Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate in 3 milioni di euro per
l'anno 2018 e in 1,8 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, si
provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.
4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le
lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo
2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-08-08;335~art2-com26], non titolari di
pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al
versamento della contribuzione maggiorata di cui all'articolo 59, comma 16,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-12-27;449~art59-com16], hanno diritto ad
un trattamento economico per congedo parentale per un periodo
((pari a tre mesi ciascuno entro i primi dodici anni di vita del bambino. Entro
lo stesso termine, i genitori hanno diritto, in alternativa tra loro, ad
ulteriori tre mesi di congedo.))
del bambino. I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in
altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra
entrambi i genitori il limite complessivo di
((nove mesi))
.
5. Salvo quanto previsto al comma 6, il trattamento economico di cui al comma 4
è corrisposto a condizione che risultino accreditate almeno tre mensilità della
predetta contribuzione maggiorata nei dodici mesi precedenti l'inizio del
periodo indennizzabile.
L'indennità è calcolata, per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, in
misura pari al 30 per cento del reddito di lavoro relativo alla predetta
contribuzione, calcolato ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali 4 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2002
[http://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio?dataPubblicazioneGazzetta=2002-06-12&numeroGazzetta=136].
6. Il trattamento economico per i periodi di congedo parentale fruiti entro il
primo anno di vita del bambino è corrisposto, a prescindere dal requisito
contributivo di cui al comma 5, anche alle lavoratrici ed ai lavoratori di cui
al comma 4 che abbiano titolo all'indennità di maternità o paternità. In tale
caso, l'indennità è calcolata in misura pari al 30 per cento del reddito preso a
riferimento per la corresponsione dell'indennità di maternità o paternità.
7. Le disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 6 si applicano anche nei casi di
adozione o affidamento preadottivo.
((7-bis. Il rifiuto, l'opposizione o l'ostacolo all'esercizio dei diritti di
assenza dal lavoro di cui ai commi 4, 6 e 7, ove rilevati nei due anni
antecedenti alla richiesta della certificazione della parità di genere di cui
all'articolo 46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-11;198~art46bis], o di
analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle province autonome nei
rispettivi ordinamenti, impediscono al datore di lavoro il conseguimento delle
stesse certificazioni))
8. All'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296~art1-com788], il settimo e
l'ottavo periodo sono soppressi.
9. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 4 a 8, valutati in 5,26
milioni di euro per l'anno 2017, 5,11 milioni di euro per l'anno 2018, 5 milioni
di euro per l'anno 2019, 5,14 milioni di euro per l'anno 2020, 5,24 milioni di
euro per l'anno 2021, 5,34 milioni di euro per l'anno 2022, 5,45 milioni di euro
per l'anno 2023, 5,57 milioni di euro per l'anno 2024 e 5,68 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma
3.
10. Per gli iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,
della legge 8 agosto 1995, n. 335
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-08-08;335~art2-com26], i periodi di
malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie
oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che
comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100 per cento, sono
equiparati alla degenza ospedaliera.
11. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 10, valutati in 0,36 milioni
di euro annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi dell'articolo 25,
comma 3.
ART. 9
ART. 9
Deducibilità delle spese di formazione
e accesso alla formazione permanente
1. All'articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917], e
successive modificazioni, le parole: «; le spese di partecipazione a convegni,
congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di
viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro
ammontare» sono sostituite dalle seguenti: «. Sono integralmente deducibili,
entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l'iscrizione a master e a
corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di
iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno. Sono
integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese
sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze,
orientamento, ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi
occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle
condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi
della disciplina vigente. Sono altresì integralmente deducibili gli oneri
sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di
lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà».
2. Alle minori entrate derivanti dall'attuazione del comma 1, valutate in 40,2
milioni di euro per l'anno 2018 e in 23,5 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2019, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.
ART. 10
ART. 10
Accesso alle informazioni sul mercato
e servizi personalizzati di orientamento,
riqualificazione e ricollocazione
1. I centri per l'impiego e gli organismi autorizzati alle attività di
intermediazione in materia di lavoro ai sensi della disciplina vigente si
dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro
autonomo, anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini e i collegi
professionali e le associazioni costituite ai sensi degli articoli 4, comma 1, e
5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-01-14;4], nonché con le associazioni
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi
iscritti e non iscritti ad albi professionali.
2. L'elenco dei soggetti convenzionati di cui al comma 1 è pubblicato
dall'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) nel proprio
sito internet. Le modalità di trasmissione all'ANPAL delle convenzioni e degli
statuti dei soggetti convenzionati sono determinate con decreto del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali.
3. Lo sportello dedicato di cui al comma 1 raccoglie le domande e le offerte di
lavoro autonomo, fornisce le relative informazioni ai professionisti ed alle
imprese che ne facciano richiesta, fornisce informazioni relative alle procedure
per l'avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni e per
l'accesso a commesse ed appalti pubblici, nonché relative alle opportunità di
credito e alle agevolazioni pubbliche nazionali e locali.
4. Nello svolgimento delle attività di cui al comma 3, i centri per l'impiego,
al fine di fornire informazioni e supporto ai lavoratori autonomi con
disabilità, si avvalgono dei servizi per il collocamento mirato delle persone
con disabilità di cui all'articolo 6 della legge 12 marzo 1999, n. 68
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-03-12;68~art6].
5. Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART. 11
ART. 11
Delega al Governo in materia di semplificazione
della normativa sulla salute e sicurezza
degli studi professionali
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto
delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei
lavoratori applicabili agli studi professionali, nel rispetto dei seguenti
principi e criteri direttivi:
a) individuazione di specifiche misure di prevenzione e protezione idonee a
garantire la tutela della salute e della sicurezza delle persone che svolgono
attività lavorativa negli studi professionali, con o senza retribuzione e anche
al fine di apprendere un'arte, un mestiere o una professione;
b) determinazione di misure tecniche ed amministrative di prevenzione
compatibili con le caratteristiche gestionali ed organizzative degli studi
professionali;
c) semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di salute e
sicurezza negli studi professionali, anche per mezzo di forme di unificazione
documentale;
d) riformulazione e razionalizzazione dell'apparato sanzionatorio,
amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti in materia di
salute e sicurezza sul lavoro negli studi professionali, avuto riguardo ai
poteri del soggetto contravventore e alla natura sostanziale o formale della
violazione.
2. Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni
competenti provvedono ai relativi adempimenti mediante le risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART. 12
ART. 12
Informazioni e accesso agli appalti pubblici
e ai bandi per l'assegnazione di incarichi
e appalti privati
1. Le amministrazioni pubbliche promuovono, in qualità di stazioni appaltanti,
la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la
prestazione di servizi o ai bandi per l'assegnazione di incarichi personali di
consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni
relative alle gare pubbliche, anche attraverso gli sportelli di cui all'articolo
10, comma 1, e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.
2. Ai fini dell'accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui
fondi strutturali europei, i soggetti di cui al presente capo sono equiparati
alle piccole e medie imprese. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.
208 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;208~art1], il comma 821 è
abrogato.
3. Al fine di consentire la partecipazione ai bandi e concorrere
all'assegnazione di incarichi e appalti privati, è riconosciuta ai soggetti che
svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita,
la possibilità:
a) di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di
partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste, di cui all'articolo 3,
commi 4-ter e seguenti, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2009-02-10;5~art3-com4ter],
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-04-09;33], con accesso alle relative
provvidenze in materia;
b) di costituire consorzi stabili professionali;
c) di costituire associazioni temporanee professionali, secondo la disciplina
prevista dall'articolo 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-04-18;50~art48], in quanto
compatibile.
4. Agli adempimenti di cui al comma 1 si provvede senza nuovi o maggiori oneri
per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente.
ART. 13
ART. 13
Indennità di maternità
1. All'articolo 64, comma 2, del testo unico delle disposizioni legislative in
materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al
decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-26;151], e successive
modificazioni, al primo periodo, dopo le parole: «lavoro dipendente» sono
aggiunte le seguenti: «, a prescindere, per quanto concerne l'indennità di
maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre
mesi successivi, dalla effettiva astensione dall'attività lavorativa».
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, valutati in 10,7 milioni di
euro per l'anno 2017, 11,1 milioni di euro per l'anno 2018, 11,3 milioni di euro
per l'anno 2019, 11,4 milioni di euro per l'anno 2020, 11,9 milioni di euro per
l'anno 2021, 12 milioni di euro per l'anno 2022, 12,3 milioni di euro per l'anno
2023, 12,4 milioni di euro per l'anno 2024 e 12,6 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2025, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.
ART. 14
ART. 14
Tutela della gravidanza, malattia e infortunio
1. La gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che
prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano
l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del
lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non
superiore a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno
dell'interesse del committente.
2. In caso di maternità, previo consenso del committente, è prevista la
possibilità di sostituzione delle lavoratrici autonome, già riconosciuta
dall'articolo 4, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo
2001, n. 151 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-26;151],
da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in
possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche
attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo
sostituto.
3. In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento
dell'attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi
previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l'intera durata della
malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il
lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo
di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di
sospensione.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3, valutati in 70.000 euro per
l'anno 2017, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.
ART. 15
ART. 15
Modifiche al codice di procedura civile
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:codice.procedura.civile:1940-10-28;1443]
1. Al codice di procedura civile
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:codice.procedura.civile:1940-10-28;1443] sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 409, numero 3), dopo le parole: «anche se non a carattere
subordinato» sono aggiunte le seguenti: «. La collaborazione si intende
coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di
comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l'attività
lavorativa»;
b) all'articolo 634, secondo comma, dopo le parole: «che esercitano un'attività
commerciale» sono inserite le seguenti: «e da lavoratori autonomi».
ART. 16
ART. 16
Procedura di adozione dei decreti legislativi
di cui agli articoli 5, 6 e 11
1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 5 sono adottati su
proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica
amministrazione, di concerto con i Ministri competenti, previa intesa in sede di
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-08-28;281~art8], ai sensi
dell'articolo 9, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 281
del 1997 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997;281]. Gli schemi
dei decreti legislativi di cui agli articoli 6 e 11 sono adottati su proposta
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri
competenti, sentita, per quanto riguarda i decreti legislativi di cui
all'articolo 11, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Gli schemi dei decreti
legislativi di cui al primo e al secondo periodo, a seguito di deliberazione
preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi, corredati di relazione
tecnica che dia conto della loro neutralità finanziaria, alla Camera dei
deputati e al Senato della Repubblica perché su di essi siano espressi, entro
trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti
per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti possono
essere adottati anche in mancanza dei pareri.
2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti
legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi
stabiliti dagli articoli 5, 6 e 11, il Governo può adottare, con le medesime
procedure di cui al comma 1 del presente articolo, disposizioni integrative e
correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel
frattempo emerse.
3. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari previsti dal
comma 1 scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega
previsti dagli articoli 5, comma 1, 6, commi 1 e 2, o 11, comma 1, o dal comma 2
del presente articolo, ovvero successivamente, questi ultimi sono prorogati di
tre mesi.
ART. 17
ART. 17
Tavolo tecnico di confronto permanente
sul lavoro autonomo
1. Al fine di coordinare e di monitorare gli interventi in materia di lavoro
autonomo, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito
un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, composto da
rappresentanti designati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
nonché dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro e
dalle associazioni di settore comparativamente più rappresentative a livello
nazionale, con il compito di formulare proposte e indirizzi operativi in materia
di politiche del lavoro autonomo con particolare riferimento a:
a) modelli previdenziali;
b) modelli di welfare;
c) formazione professionale.
2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. Le attività previste dal presente
articolo sono svolte dalle amministrazioni interessate nell'ambito delle risorse
umane, finanziarie e strumentali già disponibili a legislazione vigente. Ai
componenti del tavolo di cui al comma 1 non spetta alcun compenso, indennità,
gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento, comunque denominato.
Capo II
LAVORO AGILE
ART. 18
ART. 18
Lavoro agile
1. Le disposizioni del presente capo, allo scopo di incrementare la
competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,
promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro
subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di
organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o
di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo
svolgimento dell'attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita,
in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una
postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro
giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione
collettiva.
2. Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento
degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento
dell'attività lavorativa.
3. Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, anche
nei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art1-com2], e
successive modificazioni, secondo le direttive emanate anche ai sensi
dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-08-07;124~art14], e fatta salva
l'applicazione delle diverse disposizioni specificamente adottate per tali
rapporti.
((3-bis. I datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per
l'esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti in ogni
caso a riconoscere priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro
in modalità agile formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a
dodici anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni
di disabilità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.
104 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;104~art3-com3]. La stessa
priorità è riconosciuta da parte del datore di lavoro alle richieste dei
lavoratori con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;104~art4-com1] o che siano
caregivers ai sensi dell'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n.
205 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017-12-27;205~art1-com255]. La
lavoratrice o il lavoratore che richiede di fruire del lavoro agile non può
essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra
misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle
condizioni di lavoro. Qualunque misura adottata in violazione del precedente
periodo è da considerarsi ritorsiva o discriminatoria e, pertanto, nulla))
((3-ter. Il rifiuto, l'opposizione o l'ostacolo alla fruizione del lavoro agile,
secondo quanto disposto dal comma 3-bis, ove rilevati nei due anni antecedenti
alla richiesta della certificazione della parità di genere di cui all'articolo
46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-11;198~art46bis] o di
analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle province autonome nei
rispettivi ordinamenti, impediscono al datore di lavoro il conseguimento delle
stesse certificazioni))
4. Gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti
in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro
subordinato sono applicabili anche quando l'attività lavorativa sia prestata in
modalità di lavoro agile.
5. Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART. 19
ART. 19
Forma e recesso
1. L'accordo relativo alla modalità di lavoro agile è stipulato per iscritto ai
fini della regolarità amministrativa e della prova, e disciplina l'esecuzione
della prestazione lavorativa svolta all'esterno dei locali aziendali, anche con
riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed
agli strumenti utilizzati dal lavoratore. L'accordo individua altresì i tempi di
riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per
assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di
lavoro.
2. L'accordo di cui al comma 1 può essere a termine o a tempo indeterminato; in
tale ultimo caso, il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a
trenta giorni. Nel caso di lavoratori disabili ai sensi dell'articolo 1 della
legge 12 marzo 1999, n. 68
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-03-12;68~art1], il termine di preavviso
del recesso da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a novanta
giorni, al fine di consentire un'adeguata riorganizzazione dei percorsi di
lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. In presenza di
un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della
scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso
nel caso di accordo a tempo indeterminato.
ART. 20
ART. 20
Trattamento, diritto all'apprendimento continuo
e certificazione delle competenze del lavoratore
1. Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha
diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello
complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui
all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-06-15;81~art51], nei
confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente
all'interno dell'azienda.
2. Al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile ai sensi del presente capo
può essere riconosciuto, nell'ambito dell'accordo di cui all'articolo 19, il
diritto all'apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o
informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze.
ART. 21
ART. 21
Potere di controllo e disciplinare
1. L'accordo relativo alla modalità di lavoro agile disciplina l'esercizio del
potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore
all'esterno dei locali aziendali nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 4
della legge 20 maggio 1970, n. 300
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1970-05-20;300~art4], e successive
modificazioni.
2. L'accordo di cui al comma 1 individua le condotte, connesse all'esecuzione
della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali, che danno luogo
all'applicazione di sanzioni disciplinari.
ART. 22
ART. 22
Sicurezza sul lavoro
1. Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che
svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al
lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza
almeno annuale, un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi
generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione
del rapporto di lavoro.
2. Il lavoratore è tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione
predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi
all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali.
ART. 23
ART. 23
Obblighi di comunicazione e assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali
1.
((...))
il datore di lavoro comunica in via telematica al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di
cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile
((, entro cinque giorni dalla data di avvio del periodo oppure entro i cinque
giorni successivi alla data in cui si verifica l'evento modificativo della
durata o della cessazione del periodo di lavoro svolto in modalità agile))
, secondo le modalità individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali. I dati di cui al primo periodo sono resi disponibili
all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro con
le modalità previste dal codice dell'amministrazione digitale
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82], di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82]. In caso di
mancata comunicazione secondo le modalità previste dal decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali di cui al primo periodo, si applica la sanzione
prevista dall'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003,
n. 276
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-09-10;276~art19-com3].
2. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa
resa all'esterno dei locali aziendali.
3. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi
durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello
prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all'esterno dei locali
aziendali, nei limiti e alle condizioni di cui al terzo comma dell'articolo 2
del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1965-06-30;1124], e
successive modificazioni, quando la scelta del luogo della prestazione sia
dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del
lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a
criteri di ragionevolezza.
ART. 24
ART. 24
Aliquote contributive applicate agli assistenti domiciliari all'infanzia,
qualificati o accreditati presso la provincia autonoma di Bolzano
1. L'articolo 1, comma 793, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296~art1-com793], è abrogato a
decorrere dal 1º settembre 2017.
Capo III
DISPOSIZIONI FINALI
ART. 25
ART. 25
Disposizioni finanziarie
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 204, della legge 28
dicembre 2015, n. 208
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;208~art1-com204], è incrementata
di 4,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 1,9 milioni di euro per l'anno 2018 e
di 4,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019.
2. Il Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma
1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185~art18-com1-leta],
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-01-28;2], è incrementato di 35 milioni
di euro per l'anno 2017.
3. Alle minori entrate e agli oneri derivanti dagli articoli 8, 9, 13 e 14,
nonché dai commi 1 e 2 del presente articolo, complessivamente pari a 55,89
milioni di euro per l'anno 2017, 61,67 milioni di euro per l'anno 2018, 46,46
milioni di euro per l'anno 2019, 46,7 milioni di euro per l'anno 2020, 47,3
milioni di euro per l'anno 2021, 47,5 milioni di euro per l'anno 2022, 47,91
milioni di euro per l'anno 2023, 48,13 milioni di euro per l'anno 2024 e 48,44
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede:
a) quanto a 46,21 milioni di euro per l'anno 2017, 43,61 milioni di euro per
l'anno 2018, 41,96 milioni di euro per l'anno 2019, 42,20 milioni di euro per
l'anno 2020, 42,80 milioni di euro per l'anno 2021, 43 milioni di euro per
l'anno 2022, 43,41 milioni di euro per l'anno 2023, 43,63 milioni di euro per
l'anno 2024 e 43,94 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;208~art1-com204];
b) quanto a 0,18 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2004-11-29;282~art10-com5],
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-12-27;307];
c) quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e
speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali;
d) quanto a 16,16 milioni di euro per l'anno 2018, mediante il versamento
all'entrata del bilancio dello Stato da parte dell'Istituto nazionale della
previdenza sociale, in deroga a quanto previsto dall'articolo 5 del decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 150
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-09-14;150~art5], di una
quota pari a 16,16 milioni di euro per l'anno 2018 delle entrate derivanti
dall'aumento contributivo di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978,
n. 845 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1978-12-21;845~art25], con esclusione
delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali
nazionali per la formazione continua di cui all'articolo 118 della legge 23
dicembre 2000, n. 388 [/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-12-23;388~art118],
e successive modificazioni;
e) quanto a 4,5 milioni di euro per l'anno 2017, 1,9 milioni di euro per l'anno
2018 e 4,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-12-23;190~art1-com107].
4. Nel caso in cui siano in procinto di verificarsi nuovi o maggiori oneri
rispetto alle previsioni di spesa indicate agli articoli 8, commi 9 e 11, 13,
comma 2, e 14, comma 4, della presente legge, si applicano le procedure per la
compensazione degli effetti finanziari previste dall'articolo 17, commi da 12
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-12-31;196~art17-com12] a 13, della legge
31 dicembre 2009, n. 196
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-12-31;196~art17-com13], e successive
modificazioni, utilizzando prioritariamente le risorse accantonate e rese
indisponibili, ai sensi del comma 5 del presente articolo, a valere
sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 204, della legge 28
dicembre 2015, n. 208
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;208~art1-com204]. A tal fine, il
Ministro dell'economia e delle finanze, anche avvalendosi del sistema permanente
di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della
legge 28 giugno 2012, n. 92
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-06-28;92~art1-com2], con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, provvede al
monitoraggio degli oneri derivanti dagli articoli 8, commi da 4 a 10, 13, comma
1, e 14, comma 3, della presente legge.
5. In relazione a quanto previsto dal comma 4 del presente articolo, è
accantonato e reso indisponibile a valere sull'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;208~art1-com204], un importo
complessivo pari al 50 per cento degli oneri indicati agli articoli 8, commi 9 e
11, 13, comma 2, e 14, comma 4, della presente legge, fino all'esito del
monitoraggio previsto dal secondo periodo del citato comma 4 del presente
articolo.
articolo. Le somme accantonate e non utilizzate all'esito del monitoraggio sono
conservate nel conto dei residui per essere destinate al Fondo sociale per
occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185~art18-com1-leta],
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2
[/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-01-28;2].
6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
ART. 26
ART. 26
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ INSERITA NELLA RACCOLTA
UFFICIALE DEGLI ATTI NORMATIVI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A
CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.
DATA A ROMA, ADDÌ 22 MAGGIO 2017
MATTARELLA
Gentiloni Silveri, Presidente del Consiglio dei ministri
Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Visto, il Guardasigilli: Orlando
Realizzazione e gestione Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
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